Conservazione dei cristalli

Sulla conservazione delle pietre circolano alcune voci non rispondenti al vero. Viceversa, purtroppo, non ne circolano altre che sarebbe utile conoscere.

La principale convinzione da sfatare con decisione riguarda i contenitori nei quali le pietre possono essere riposte. Spesso viene consigliato il legno, altrettanto spesso vengono sconsigliati il metallo e la plastica. Si tratta di idee completamente prive di senso. Per conservare i cristalli, a meno di rare eccezioni, va bene qualsiasi contenitore, sia esso di legno, stoffa, pietra, ceramica, metallo, vetro, plastica o altro.

L'avversione per la plastica è una questione di tipo strettamente emozionale, priva (in questo caso) di qualsiasi riscontro concreto. Naturalmente è più che vero che molte materie plastiche sono scarsamente biodegradabili e che, in generale, nella nostra vita faremmo bene a ridurne il consumo. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con i cristalli. Per altro, se vogliamo essere sensibili ai problemi dell'inquinamento, probabilmente faremmo molto meglio a evitare per prima cosa il ricorso ai tanti oggetti in plastica, silicone o simili che si usano quotidianamente in cucina o che fanno da contenitori per gli smalti, i rossetti o le creme che adoperiamo.

Al di là dell'inquinamento ambientale, ai cristalli la plastica non fa male. Fra l'altro, i materiali di origine vegetale come il legno, il contone e il lino, nonostante le apparenze sono chimicamente parenti abbastanza stretti delle materie plastiche

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Non è difficile convincersene: basta considerare che le plastiche, in genere, derivano dal petrolio il quale è un prodotto a sua volta derivato dal legno. Oggigiorno alcune materie plastiche avanzate sono addirittura preparate direttamente a partire dai polisaccaridi contenuti nelle piante. Per esempio il cosiddetto mater-bi con il quale si fabbricano, fra le altre cose, le nuove buste di plastica biodegradabili, viene ottenuto direttamente dal mais.

Anche l’ambra, una sostanza che ha molte affinità con la plastica, è in definitiva una sostanza di origine vegetale: una resina prodotta dagli alberi.

E pure la gomma, in origine, era ottenuta a partire da una linfa vegetale (la linfa della pianta Hevea brasiliensis) e, in parte, continua a esserlo ancora al giorno d'oggi.

Vale poi la pena di riflettere anche sun un altro aspetto: se pure avesse qualche senso tenere i nostri cristalli lontani dalle materie plastiche, a che servirebbe evitare i contenitori di plastica, quando poi gli stessi cristalli li mettiamo in contatto continuamente con altri oggetti che comunque sono ricchi di materie plastiche? I nostri abiti, infatti, con i quali spesso copriamo le collane, in moltissimi casi contengono fibre artificiali, le nostre mani che toccano i cristalli possono avere unghie laccate, il filo che tiene insieme le nostre collane e i bracciali è spesso di nylon, il collante usato per attaccare i cristalli ai loro gancetti metallici è in genere una materia plastica bicomponente e via elencando.

In un modo o nell’altro, dunque, i nostri beneamati cristalli vengono continuamente a trovarsi vicini a materie plastiche o anche a contatto con esse. L'uso di contenitori in plastica, rispetto a tutto ciò, è irrilevante.

Anche per i contenitori in metallo valgono considerazioni simili a quelle fatte per la plastica, anzi, addirittura più radicali. Non solo le pietre vengono spesso montate su anelli, o su altri elementi metallici (e se questi potessero in qualche modo disturbare la pietra sarebbe la fine!), non solo i cristalli, prima di venire estratti, trascorrono milioni, decine di milioni o centinaia di milioni di anni immersi in rocce spesso a stretto contatto con sostanze metalliche, ma addirittura essi stessi quasi sempre contengono al loro interno, nella loro struttura più intima, proprio quei metalli che vorremmo evitare.

Se abbiamo una pirite, che senso ha evitare le scatole metalliche quando dentro la pirite stessa 1 atomo su tre è ferro? E che senso ha evitare i recipienti di alluminio per i nostri bei rubini, quando nel rubino quasi la metà degli atomi (due su cinque) sono di alluminio?

La verità è chiara: possiamo conservare i nostri beneamati cristalli in qualsiasi contenitore adatto a impedire che si rovinino. Se la plastica ci è antipatica, la eviteremo ... ma per nostra scelta, non perché ciò sia utile a qualcosa. Se il legno ci dà una sensazione più gradevole (anche io preferisco il legno per motivi estetici e tattili), faremo le nostre scelte, ma si tratterà esclusivamente di gusti personali.

Piuttosto occorre stare attenti a ben altre cose, delle quali assai di rado si parla. Per esempio le varie pietre non hanno tutte la stessa resistenza. La vicinanza di pietre dure con altre tenere può facilmente portare alla formazione di micrograffi nelle seconde. Quindi se possediamo una collana di ametista e un pendente di fluorite e vogliamo evitare di danneggiare la fluorite, i due oggetti non vanno conservati assieme. Come minimo, occorre che ognuno sia chiuso separatamene in un suo sacchettino, in modo da non entrare a contato diretto con l’altro. Bisognerà poi stare attenti agli ambienti umidi per la pirite o l'angelite, al contatto con la pelle per la malachite, ...

Questo sì che è importante. Ricordatevene.