Le proprietà dei cristalli

La questione delle proprietà

Come vengono attribuite le proprietà esoteriche ai minerali? Chi è che decide?.

La risposta a questa domanda fondamentale viene usualmente data per scontata e si evita di parlarne. Sostanzialmente perché essa nasconde purtroppo risvolti antipatici.

L'antichità

Molte pietre che sono ancora al giorno d'oggi utilizzate sia per motivi esoterici che estetici, erano già note e usate sin dall'antichità. In alcuni casi persino millenni prima di Cristo. Quelle pietre (l'acquamarina, lo smeraldo, la corniola, la giada, il diaspro, l'ossidiana, l'opale e molte altre) hanno dunque sempre avuto anche un utilizzo legato ad aspetti energetici e portano con sé una lunga storia di usi esoterici che si perde nella notte dei tempi. Le proprietà oggi riconosciute in parte sono ancora quelle che venivano attribuite nell'antichità o sono da esse derivate.

La conoscenze antiche sono state tramandate sia oralmente, sia per mezzo di una categoria di libri definiti "lapidari" (elenchi delle pietre conosciute che venivano descritte sia dal punto di vista delle proprietà fisiche, sia da quello esoterico).

Pietre moderne

Esiste tuttavia una quantità sempre crescente di minerali nuovi (ossia sconosciuti agli antichi) cui vengono attribuite proprietà esoteriche di qualche tipo. In alcuni casi si tratta di minerali che sono stati scoperti recentemente, in altri si tratta di specie che erano state confuse fra loro e che oggi, grazie ai più potenti strumenti di analisi, vengono invece differenziate e considerate diverse sulla base di motivazioni di vario tipo.

Le proprietà attribuite alle pietre più recenti vengono attribuite sulla base delle percezioni di persone particolarmente sensibili ed esperte, persone con una attitudine particolare a sentire la natura esoterica intima dei cristalli. Nel corso del XX sec. e in questo primo scorcio del XXI, a mano a mano che nuovi minerali venivano scoperti o diventavano accessibili, numerosi autori hanno studiato i cristalli dal punto di vista terapeutico ed energetico e hanno scritto dei testi in cui descrivono le proprietà riscontrate.

Inganni

Fra tali autori un posto di rilievo spetta certamente a Katrina Raphaell che è considerata la più importante divulgatrice nel campo della cristalloterapia e addirittura la fondatrice di quest'ultima.

Nonostante la sua fama, purtroppo la Raphaell ha scritto molte cose prive di senso e ha commesso anche grossi errori. Tali errori sono poi stati trasmessi da persona a persona e riportati piuttosto acriticamente da molti altri cui interessava più il business dei cristalli che la cristalloterapia. A tutt'oggi le impostazioni errate della Raphaell sono diffuse e riportate ovunque, esattamente come avvenne per secoli con la visione tolemaica del sistema solare che, pur essendo infondata, era però ritenuta verità e richiese una fatica enorme per essere sradicata.

Oltretutto la Raphaell dimostra, testi alla mano, di non essere affatto un'esperta nel settore dei minerali e, per esempio, confonde clamorosamente effetti chimici con effetti energetici come quando racconta di una malachite che si opacizzò dopo che lei l'aveva tenuta per molte ore chiusa dentro il bendaggio di una persona con una caviglia slogata a contatto con la pelle della persona stessa (e forse con pomate e altro). In quel caso la Katrina non si rese affato conto che la pietra si era opacizzata banalmente perché chimicamente sensibile agli acidi grassi della pelle e attribuì erroneamente il fenomeno all'assorbimento del trauma!

L'autrice americana ha fatto certamente un grande lavoro ... orientato però non tanto alla cristalloterapia, bensì al business, riuscendo abilmente a trasformare l'universo tradizionale dei cristalli in una vera e propria disciplina organica, adatta a generare stupore e ad espandersi, facendo da base per un business funzionante su scala mondiale. La Raphaell ha trasformato la cristalloterapia in una moda, in un fenomeno di marketing, in una disciplina suggestiva, con richiami a continenti scomparsi, a culti dell'antico Egitto, e a mille altre cose in un fritto misto di termini misteriosi e di suggestioni esoteriche, fino a creare gli spazi per fondare la sua Crystal Academy e vendere libri, corsi, cristalli e consulenze a una massa enorme di clienti.

Tanti cristalli diversi ...

Dopo la Raphaell molti altri autori hanno purtroppo speculato in modo a volte incredibile sull'universo dei cristalli producendo un effetto a catena che ha condotto al continuo moltiplicarsi di cristalli sempre più miracolosi e, sempre allo scopo di, moltiplicare l'offerta, al differenziare fra loro sempre nuove varietà.

A cosa servono i nuovi cristalli o le nuove varietà? Per prima cosa a creare nuovi oggetti da vendere. Ogni nuova pietra è una nuova strada da provare per chi ne ha bisogno, una nuova speranza e anche un nuovo oggetto da collezionare. In definitiva è una nuova fonte di guadagno.

In secondo luogo in molti casi le nuove pietre ci consentono di considerare "rari" dei cristalli che di per sé sarebbero banalissimi, alzandone conseguentemente i prezzi. Il quarzo è un minerale comunissimo, ma se cominciamo a distinguere una dozzina di quarzi diversi, ecco che fra di essi ce ne saranno almeno alcuni abbastanza rari. Se poi affermiamo (senza ovviamente nessuna possibile verifica) che in un certo particolare quarzo gli angeli hanno infuso poteri straordinari, ecco che quel quarzo, magari del valore di pochi centesimi di euro, potrà venir venduto a un prezzo di centinaia o migliaia di euro.

Oltre a ciò le nuove specie e varietà creano suggestione e inducono a credere. Pietre con più colori possono essere associate a un messaggio di fratellanza universale, pietre a forma di fiore possono essere considerate un messaggio di amore dell'Universo, e via dicendo. Tutto ciò, come sempre, fa crescere la vendibilità e il prezzo.

Le forme dei cristalli

Un cenno a parte merita la questione delle forme dei cristalli. In natura esistono moltissimi minerali che assumono più forme, a volte completamente diverse e anche molto complesse. Inoltre praticamente tutti i minerali tendono a crescere, almeno in qualche circostanza, formando più cristalli vicini associati in vario modo. Talvolta si formano gruppi di decine o centinaia di cristalli riuniti fra loro a formare disegni e architetture fantastiche. Abbiamo quindi forme che cambiano sia perché il singolo cristallo può crescere in modi diversi, sia perché più cristalli si avvicinano e si associano a formare geometrie complesse.

In tutto questo il quarzo si comporta esattamente, né più, né meno, come tutti gli altri minerali. Ora, secondo la Raphaell esso ha proprietà diverse a seconda della forma. Ma poiché, come abbiamo appena detto, il quarzo è un minerale come gli altri e di fatto, nel dare origine a forme differenti, si comporta esattamente come gli altri, allora anche gli altri minerali dovranno cambiare proprietà a seconda della forma che assumono. Se vogliamo affermare che la forma di un minerale ne influenza le proprietà, allora questo deve valere non solo per il quarzo, ma pure per la fluorite, la malachite, ecc. Se, invece, non vale per la fluorite, né per tutti gli altri, non si vede per quale motivo debba valere per il quarzo.

Purtroppo la Katrina Raphaell senza alcuna giustificazione nello scrivere i suoi libri non si rese affatto conto di questa semplice questione logica. Probabilmente, chissà, non si era neppure resa conto che anche gli altri minerali possono avere molte forme oppure non aveva collegato le cose fra loro. Così descrisse in grande dettaglio i diversi poteri che (secondo lei) avevano le diverse forme del quarzo, ma piuttosto incoerentemente lasciò correre sulle forme della fluorite, del granato, della magnetite, della calcite, ecc..

D'altronde, obiettivamente, inventarsi proprietà diverse per tutte le possibili forme di tutti i possibili minerali sarebbe stata un'impresa titanica e, invece che stimolare il mercato, lo avrebbe affossato creando un caos indecifrabile e ingestibile persino per gli esperti e gli addetti ai lavori. Era quindi una cosa faticosa e del tutto inopportuna e la Raphaell si guardò bene dal farla. Ma l'idea delle proprietà differenti in base alle forme le piaceva (e poi per alcune di tali forme la sua sbrigliata fantasia le aveva suggerito dei nomi veramente di grande effetto come "quarzo cattedrale") e decise comunque di applicarla, però solo al quarzo.

La realtà è che la forma dei cristalli non ne influenza in alcun modo le proprietà. Tranne che in un caso: se volete realizzare una punta di freccia, sarà bene che sia ... "appuntita"! Per il resto avere un quarzo rotondo o a piramide o "a cattedrale" è la stessa cosa ... che avere un pan di Spagna rotondo oppure ovale o triangolare. Non cambia niente. Non cambiano neppure le proprietà fisiche: durezza, lucentezza, densità, rifrangenza, ecc. non vengono infatti influenzate dalla forma esterna. E occorre dire che anche nell'antichità, sebbene il quarzo sia conosciuto e usato da migliaia di anni, nessuno si era mai accorto che un "quarzo a scettro" avesse poteri diversi da un "quarzo a tramoggia".

Piramidi

L'abitudine di attribuire capacità particolari ai cristalli con forma piramidale deriva da una sorta di "cultura" ufologica e occultistica. Le piramidi egizie vengono considerate oggetti così perfetti e inspiegabili che alcuni divulgatori di argomenti paranormali le associano alla presenza di alieni e attribuiscono loro proprietà eccezionali. Si ipotizza che i corpi dei faraoni venissero sepolti proprio in una "piramide" perché tale forma consentirebbe di concentrare delle non meglio specificate energie cosmiche e favorire la conservazione della mummia o addirittura il passaggio dell'anima a un'altra dimensione.

Queste teorie si diffusero così tanto a livello popolare che divenne abbastanza frequente, durante gli anni '70 del XX sec., leggere, per esempio, che se si pone per qualche giorno una lametta da barba usata e sporca sotto una piramidina di cartone costruita in casa, alla fine la lametta tornerà nuova, lucente e affilata grazie alle straordinarie proprietà della "piramide".

Io ho sempre avuto una passione per la sperimentazione e non ho mancato, quindi, di effettuare numerose verifiche concrete di tale diceria. Credo sia superfluo dire che essa si è rivelata una balla completa. Tuttavia la fama della "forma a piramide" è sopravvissuta alle evidenze, e, in modo più o meno strisciante, è rispuntata nel mondo della cristalloterapia (ma anche in altri settori, come quello degli "orgoni"). Il solo commento sensato che si può fare è che si tratta di fandonie.

Punte

Anche la fama di cui godono gli oggetti allungati e a punta ha delle precise ragioni storiche. Essa deriva dalla mancata comprensione e conseguente distorsione di un fenomeno fisico realmente esistente (fisico e legato alla materia, non alle energie spirituali). Tale fenomeno è usualmente chiamato "potere dispersivo delle punte".

Per ragioni che non ha senso spiegare in questo contesto, le cariche elettriche in un oggetto carico vengono "sparate via" dalla sua parte appuntita (se essa è "abbastanza appuntita"). Questa proprietà dipende strettamente dal fatto che nel mondo dell'elettromagnetismo, cariche elettriche di segno uguale si respingono.

Per comprendere meglio ciò che accade possiamo immaginare che le cariche non vogliano stare troppo vicine e, siccome nella parte a punta c'è meno spazio, esse tendano a scappar via. Questa spiegazione è fisicamente imprecisa, però dà un'idea abbastanza intuitiva e chiara del fenomeno.

Come già detto, tutto dipende dal fatto che le cariche di ugual segno si respingono, ossia non vogliono star vicine. Ovviamente tutto questo non si verifica assolutamente nell'ambito nelle energie sottili.

Anche se potessimo definire una "carica di energia sottile" analoga alle "cariche elettriche" (e già si tratta di una cosa assurda), comunque le cariche di ugual segno non si respingerebbero. Dunque non ci sarebbe nessuna particolare proprietà delle punte.

Anche questa faccenda è una panzana.

In conclusione

Quando si far riferimento ai poteri dei cristalli è assolutamente necessario evitare troppi svolazzi di fantasia e sfrondare senza pietà una grande quantità di dicerie che sono assurde e servono solo a favorire i guadagni degli addetti ai lavori.

Ecco una breve serie di utili linee guida per orientarsi in mezzo al mare delle teorie.

  • La forma esterna di un cristallo non influisce minimamente sulle sue proprietà.
  • Di conseguenza, i quarzi a tramoggia, Iside, cattedrale, ecc. sono semplicemente quarzi come tutti gli altri.
  • Non è assolutamente necessario purificare e rigenerare i cristalli.
  • Se proprio si avverte il bisogno di farlo, è oppurtuno servirsi di metodi poco invasivi, avendo cura di verificare prima che essi non danneggino la pietra. Sono metodi poco invasivi una breve immersione in acqua corrente fredda o l'esposizione per alcune ore alla luce della Luna piena o a quella del Sole del primissimo mattino.
  • Evitate di dar la caccia a tutti i nuovi cristalli miracolosi che vengono propagandati (ossidiana crisantemo, azeztulite, essenite, ecc.). Se vi piacciono esteticamente, nulla impedisce che li acquistiate (se avete voglia di spendere). Altrimenti lasciate perdere perché essi costituiscono solo degli specchietti per le allodole.
  • Non c'è assolutamente nessun problema se qualcun altro tocca i "vostri" cristalli.
  • Siate sempre attenti a comprendere le caratteristiche fisiche dei vostri cristalli. Ciò vi aiuterà a non rovinarli.