Pulizia e manutenzione

Sapere come pulire e manutenere i nostri cristalli è assolutamente necessario se vogliamo che essi si mantengano sempre belli e lucenti. Molti di essi, infatti, col passare del tempo tendono a sporcarsi e opacizzarsi per diverse cause. Alcuni perché sono delicati (ed è quindi bene portarli magari come ciondoli, protetti dagli abiti piuttosto che montati su anelli), altri invece si danneggiano proprio se portati appesi come ciondoli, in quanto finiscono a contatto della pelle. Altri ancora temono l’umidità o la luce.

Ma anche quando cerchiamo con un lavaggio di riportare i nostri minerali alla primitiva lucentezza rischiamo di danneggiarli. E la stessa cosa avviene persino quando cerchiamo di scaricarli o di ricaricarli.

Vi sono infatti minerali che si deteriorano in presenza di umidità o di acqua, mentre altri, al contrario, hanno assoluto bisogno di essere immersi in acqua periodicamente (non per essere caricati o puliti, ma molto più semplicemente per non seccarsi e deperire).

Ce ne sono alcuni che temono la luce e persino un piccolo numero che vengono attaccati da batteri!

Esistono poi minerali che si dissolvono con l’umidità. Il caso più noto è quello della halite (il minerale formato dal comune sale da cucina che, come tutti sanno, se immerso in acqua si scioglie). E non si tratta dell’unico caso ...

Pure i detergenti con un certo livello di acidità danneggiano alcuni cristalli e lo stesso effetto lo fa persino la naturale acidità della nostra pelle.

Non esiste una regola universale da applicare, anche se in effetti il semplice lavaggio in acqua è innocuo per la maggior parte dei cristalli. Un altro metodo di pulizia che è adatto per la gran parte dei minerali è il lavaggio in alcol etilico puro, ossia l'alcol per uso alimentare (non quello per disinfezione, in quanto esso contiene coloranti che potrebbero depositarsi e alterare il colore e la lucentezza dei vostri cristalli).

La dura realtà è che occorre conoscere bene ogni singola pietra se si vuole sapere con certezza quale sia il modo migliore per pulirla o per caricarla.

Alcune regole generali costituiscono un riferimento di buon senso, ma occorre applicarle a ragion veduta. Di seguito presento un elenco di criteri cui attenersi nella maggior parte dei casi.

  1. Pulire con regolarità le pietre dopo averle usate o indossate. Soffiatevi sopra o pulitele con un pennellino morbido per rimuovere i granelli di polvere prima di procedere a un lavaggio oppure a pulirle con un panno morbido.
  2. La maggioranza delle pietre tollera bene il lavaggio con acqua e con detergenti neutri delicati, ma il risciacquo deve essere immediato per evitare che molecole di detergente possano infiltrarsi nelle porosità o nelle microfratture.
  3. Anche il lavaggio con alcol etilico per uso alimentare è ben tollerato dalla gran parte delle pietre e ha il vantaggio di sgrassare senza richiedere detergenti.
  4. Non indossare pietre mentre ci si lava, mentre si è in piscina o al mare (persino se non si fa il bagno).
  5. Non indossare pietre mentre si lavano i piatti, i panni o si usano prodotti per la pulizia della casa.
  6. Non tenere le pietre vicino a fonti di calore (esposte al Sole o vicino al fornello o simili).
  7. Non indossare pietre quando si utilizzano prodotti cosmetici (lacche, profumi, acetone, …). Le pietre vanno indossate solo alla fine, dopo aver terminato di applicare e far aciugare tali prodotti.
  8. Non pulire con ultrasuoni.
  9. Evitare sbalzi di temperatura (per esempio se si lava con acqua calda non passare troppo rapidamente ad acqua fredda).


Comunque ... anche seguendo queste regole, qualche volta si può sbagliare. Per esempio, la pulizia degli smeraldi con acqua e detergenti o anche con alcool può presentare problemi nel caso che essi siano stati trattati con sostanze oleose per migliorarne l’aspetto. In teoria uno smeraldo, specialmente se di buon valore, andrebbe fatto pulire solo da un gioielliere.