Meditazione e conoscenza

La meditazione è un insieme di attività la cui natura è prevalentemente conoscitiva. La conoscenza non esaurisce la meditazione, ma gli altri aspetti si innestano sulla base conoscitiva e trovano un senso in relazione a essa.

Tutto ciò sembra dimenticato nel mondo moderno, ma non c’è meditazione dove non c’è progresso nella conoscenza e nell’assimilazione delle singole conoscenze in un quadro d’insieme coerente.

Il fine della meditazione è una maggiore consapevolezza e comprensione di sé, dell’Universo e dei rapporti fra noi e quest’ultimo, di tutto ciò insomma che è utile a dirci quale sia il nostro significato e il senso della nostra vita.

Anche se pochi paiono ricordarlo, il primo passo che Siddhartha compì (prima di raggiungere l’illuminazione, ma anche prima, addirittura, di porsi il problema stesso dell’illuminazione) fu acquisire una diversa visione della realtà. Nel mito egli conobbe e comprese, grazie a un intervento divino, la verità sull'esistenza umana. Comprese la vera natura delle cose, penetrò con la mente la differenza fra apparenza e realtà, riconobbe che il mondo in cui veniva fatto vivere (la reggia paterna) gli mostrava una realtà ingannevole. Egli seppe svelare quell’inganno, raggiungere una conoscenza più vera e andare oltre.

Tutto ciò corrisponde a un processo conoscitivo, non a un’esperienza mistica.

L’esperienza mistica, eventualmente, viene dopo, fondandosi proprio sull’acquisizione di un diverso, più ampio e completo, punto di vista. Non c’è meditazione senza conoscenza. Non c’è meditazione senza studio.

Non c’è meditazione senza capacità e volontà di riflettere a fondo sulle conoscenze che abbiamo acquisito e di acquisirne altre.