Il destino

Talvolta ci sentiamo sgomenti di fronte alle avversità e all’accumularsi di eventi negativi che paiono accanirsi contro di noi senza pietà, quasi che qualcuno avesse deliberatamente preordinato per noi un destino doloroso. Ci pare di non poterci opporre e gli eventi negativi si aggiungono agli eventi negativi inaspettatamente quasi potessero godere dei colpi che subiamo.

Ma ovviamente non è così e il destino non gode delle nostre sciagure. Dunque la speranza non è mai persa.

Il nostro destino assomiglia al fluire di un grande fiume. Noi vi siamo immersi e, se sappiamo leggere nei segni che ci sono dati, sin dall’inizio potremo capire in quale direzione, grossolanamente, esso si dirigerà. Allo stesso modo potremo sapere con un certo anticipo se esso attraverserà una zona paludosa oppure una sequenza di rapide e cascate.

Se il fiume della nostra vita dovrà scorrere per un periodo fra le rapide, allora quelle rapide dovremo affrontarle o soccombere. Non si può uscire dal fiume della vita se non rinunciando alla vita stessa.

Tuttavia, all’interno del flusso generale, esiste sempre la possibilità di agire per migliorare il nostro percorso e per prepararci in tempo a ciò che potrebbe attenderci. Se vi sono delle rapide nel nostro futuro, potremo cercare di affrontarle passando nel punto meno pericoloso o cercare di prender molto fiato prima che abbiano inizio. Oppure, se scorgiamo un legno che galleggia, potremo cercare di aggrapparci a esso per restare meglio a galla.

Potremo farlo perché il futuro non è predeterminato, ma lo è solo nelle sue linee più ampie, dal punto di vista della verosimiglianza probabilistica.

Possiamo dunque tentare di comprendere per tempo la direzione verso cui esso si muove (grazie anche alla divinazione) e provare a prevenire gli effetti negativi o, almeno, attenuarli.